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Lipocavitazione

La lipocavitazione è un sistema ad ultrasuoni che sfrutta le proprietà degli stessi per ottenere un benificio su cellulite ed adiposità localizzate. Gli ultrasuoni sono delle onde con frequenza tale da non poter essere percepite dall'orecchio umano (>16-20 KHz); da tempo vengono usate in medicina sia in campo diagnostico (es. ecografia) che terapeutico (terapia riabilitativa). Gli effetti degli ultrasuoni sui tessuti colpiti sono di tipo micromeccanico, termico, chimico e di cavitazione. L’effetto di “cavitazione” (ossia formazione di cavità gassose o micro bolle di gas, all'interno del liquido), è quel fenomeno fisico che si genera in un liquido quando esso è sottoposto ad ultrasuono a bassa frequenza.  Se l’intensità dell'ultrasuono è abbastanza alta, può causare, la formazione, la crescita ed una rapida esplosione delle bolle di vapore (cariche di energia) nel liquido: la cavitazione è quindi un fenomeno consistente nella formazione di zone di vapore (cavità o bolle) all’interno del liquido che si caricano di energia aumentano il loro volume, infine esplodono. In medicina estetica gli ultrasuoni vengono utilizzati ad una frequenza tale da colpire il tessuto adiposo: la continua formazione ed esplosione di micro bolle e quindi di onde d’urto all’interno del liquido interstiziale del tessuto adiposo, cioè nelle adiacenze degli adipociti, favorisce il danneggiamento degli stessi, rispetto a strutture più resistenti come connettivo ed osso. Affinché vengano salvaguardate proprio queste strutture, il processo deve essere controllato, nel senso che gli ultrasuoni dovranno avere bassa frequenza e in intensità adeguata per creare cavitazione solo nel tessuto adiposo. Le cellule adipose sottoposte al “bombardamento” ultrasonico si sgonfiano e liberano i lipidi nel sistema linfatico; i grassi passano quindi nel circolo venoso e vengono allontanati fondamentalmente tramite urine e feci. Il grasso liberato può essere eliminato con difficoltà, soprattutto se si tratta di quantità significative, oppure può essere “ripescato” al bisogno dall’organismo: risulta quindi utile facilitarne l’allontanamento introducendo grandi quantità di liquidi (almeno 2lt dei acqua al giorno), effettuando del movimento fisico e sottoponendosi a linfodrenaggi manuali e/o meccanici (pressoterapia). Può poi essere opportuno potenziare il drenaggio ed attivare il sistema linfatico grazie all’ausilio di prodotti da assumere per via sistemica. Gli effetti terapeutici sono poco visibili su cellulite di vecchia data, mentre i risultati migliori si ottengono trattando aree adipose non molto estese. In alcuni casi può essere necessario infiltrare il tessuto con soluzione fisiologica per rendere il distretto più idratato e consentendo quindi maggiore formazione di cavitazione.

L’azione lipoclasica della cavitazione ultrasonica permette un progressivo rimodellamento del profilo corporeo con riduzione della consistenza del grasso stesso. È possibile inoltre un miglioramento dell’aspetto dell’aspetto a buccia d’arancia, con diminuzione dei noduli nella cellulite lieve-moderata. Ci si può attendere anche una migliore ossigenazione con conseguente riattivazione della circolazione periferica distrettuale e drenaggio dei liquidi di ristagno. Anche il tono e l’elasticità della pelle ne possono risentire positivamente