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Ultrasuoni Focalizzati

Arriva dagli Stati Uniti un rivoluzionario ‘skin tightening’ non chirurgico, che riporta i tessuti lassi alla condizione giovane, senza modificare i tratti del viso. Protagonista, Ulthera: un nuovo sistema, con ultrasuoni di potenza focalizzati e sotto guida ecografica, che consente per la prima volta d’interagire con la parte dei tessuti fino a oggi raggiungibile solo attraverso un lifting chirurgico, la fascia muscolo-aponeurotica (SMAS). Ossia quel tessuto, posto sotto ai tegumenti, che durante un intervento di lifting viene trattato dal chirurgo plastico per rassodare la struttura del viso, ovvero per ottenere l’effetto finale. Per tali ragioni Ulthera ha ricevuto, lo scorso settembre, la prima approvazione FDA (Food and Drug Administration, l’ente regolatorio americano su farmaci e dispositivi medicali) per la tecnologia degli ultrasuoni volti al lifting non invasivo, mentre nel 2008, dopo 5 anni di studi clinici, aveva ottenuto il marchio (europeo) CE. “Utilizziamo le immagini per anticipare dove l’energia viene indirizzata e poi la focalizziamo con efficienza in volumi precisi di tessuto. Questa precisione contribuisce ad aumentare sia la sicurezza sia l’efficacia. E, grazie all’effetto che non lascia danni negli strati più superficiali della pelle, i pazienti possono riprendere subito le loro attività”, dice il dottor Murad Alam, professore di dermatologia e primario della Se-zione Chirurgia Cutanea ed Estetica alla Northwestern University Feinberg School of Medicine. “L’effetto del calore dell’ultrasuono sullo SMAS provoca la retrazione dei tessuti e, nei mesi successivi, lo stimolo da parte dei fibroblasti alla produzione di nuove fibre. Così è possibile ottenere gradualmente un viso più tonico, ridefinito nei contorni, elevare l’arcata sopracciliare e lo zigomo, ridurre le rughe naso-labiali e quelle sotto il labbro, come pure distendere una zona difficile come il collo”, spiega Marina Romagnoli, dermatologo plastico a Genova, che tra i primi in Europa sta utilizzando Ulthera.

 

 

 

Una procedura estremamente semplice, assolutamente priva di downtime (cioè di convalescenza post trattamento) e piuttosto duratura, fino a 18 mesi, anche ripetibile per incrementare i risultati e mantenerli più a lungo. Quanto però è dolorosa? “Bisogna distinguere tra le sedi trattate: la fronte e le zone più vicine alle prominenze ossee (come la mandibola) sono fastidiose, mentre in generale non si avverte nulla più di un pizzicore quando gli ultrasuoni vengono focalizzati nel resto del viso”.